Una tardiva digitale

A 36 anni mi accorgo di aspettare una bella bimba e il medico mi cataloga subito come “primipara attempata”. Vada per il primipara (essendo il primo figlio), ma “attempata” non mi suonava proprio benissimo.

Grazie al cielo è andato tutto bene e la ragazza è venuta su bella sveglia. Dopo tre mesi riprendo il lavoro e, come sempre, mi dedico alla comunicazione, o meglio, alla supervisione di progetti per strumenti di vendita, logotipi, marchi, identità aziendali. E mi accorgo, subito, di essere anche una tardiva digitale. Hai capito?! Devo affrettarmi nella dotazione, nell’ordine, di: mac, portatile, casella di posta elettronica, profilo e pagina social, iPhone, iPad e configurazione generale cloud.

Sfianco colleghi e amici chiedendo consigli, spiegazioni, trucchi, modalità; inoltro erroneamente messaggi compromettenti, posto foto in età adolescenziale che pensavo di aver bruciato da tempo, rintraccio ex colleghi, ex fidanzati, ex amiche, ex compagni di scuola, ex clienti! Ormai il meccanismo mi ha assorbito completamente e nemmeno ricordo quando, alla domanda: “comperiamo un fax?” io risposi: “Ma siamo sicuri che ci serva?”.

Photo by Unsplash di Javad Farahani@itsjavadvf